Il mio nome è Solidago gigantea ma sono più comunemente nota come verga d’oro maggiore.

Sono una pianta erbacea perenne alta sino a due metri e formo spesso gruppi compatti. Le mie infiorescenze di colore giallo dorato intenso fioriscono da giugno a settembre e formano una pannocchia all’apice del fusto i cui rami sono raggruppati in numerosi capolini.

Sono nativa dell’America Settentrionale nordorientale e sono stata introdotta in Europa a scopo ornamentale e mellifero a metà del XVIII secolo. Oggi sono considerata invasiva in Europa - dove ho colonizzato contemporaneamente differenti località lontane fra loro - e in Giappone. Sono a tutt’oggi venduta a scopo ornamentale e largamente coltivata.

La mia invasività è dovuta alla mia duplice capacità di moltiplicazione: per via sessuale produco quantità molto cospicue di semi, contenuti singolarmente in un frutto dotato di pappo e quindi adatto alla dispersione su lunghe distanze da parte del vento; per via vegetativa mi propago tramite la crescita dei miei rizomi sotterranei mediante i quali riesco a formare popolamenti densi.

Sono presente soprattutto negli ambienti ruderali (margini stradali e di sentieri, cantieri abbandonati) ma posso comparire anche in aree umide; poiché sopporto un moderato ombreggiamento posso penetrare nelle aree boschive degradate, ma sono anche in grado di colonizzare campi e prati abbandonati.

Sono una specie notevolmente competitiva anche perché sono in grado di inibire la crescita delle altre piante mediante sostanze che immetto nel suolo attraverso le radici: ciò mi consente di formare densi popolamenti monofitici su superfici che possono raggiungere alcune centinaia di metri quadrati. Lo sfalcio, l’incendio e le movimentazioni di terreno favoriscono la mia comparsa e la mia diffusione: sono quindi una minaccia piuttosto seria per la biodiversità dei territori ove mi insedio.

Per contenere la mia diffusione occorre ridurre la probabilità di creare nuovi focolai d’invasione evitando di mettermi a dimora. Se sono già presente su piccole superfici, è necessario estirparmi con tutto l’apparato sotterraneo evitando di lasciare frammenti di rizoma nel suolo perché ciò potrebbe dare il via a una nuova colonizzazione; è inoltre necessario seminare immediatamente con specie autoctone il suolo lasciato nudo.

I miei residui vanno smaltiti con i rifiuti indifferenziati; viceversa, non vanno compostati.


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