Mi chiamo Rosa rugosa perché la mia foglia verde brillante è profondamente incisa e rugosa.

Ho un portamento cespuglioso eretto, fiori abbastanza grandi, solitari oppure in gruppi, di colore da rosa a rosso porpora con un profumo molto delicato. I miei frutti sono piccole bacche rotonde di colore rosso vivo appetibili per gli uccelli e per i piccoli mammiferi; i miei semi possono rimanere nel terreno per molti anni. Posso però moltiplicarmi anche per via vegetativa attraverso i rizomi, creando folti boschetti.

Sono nativa di Corea, Giappone, Cina e Siberia e sono caratterizzata dalla resistenza al freddo. Nel 1796 sono stata importata in Europa come pianta ornamentale, poi le mie caratteristiche estetiche e la facilità di coltivazione hanno favorito la mia diffusione in gran parte del continente facendomi raggiungere una grande popolarità. La mia resistenza agli sbalzi termici e la capacità di adattarmi anche ai terreni più poveri ha favorito la mia diffusione spontanea nelle zone costiere su terreni sabbiosi, torbosi e umidi a discapito delle comunità indigene. Oggi sono presente sulle coste del Mare del Nord e del Mar Baltico così come sulle coste atlantiche dell’Europa nord-occidentale, ma sono un’invasiva piuttosto rara e localizzata.

Dopo la mia invasione, le comunità vegetali delle dune si modificano fino a diventare di mio totale dominio: ciò riduce di molto la penetrazione della luce svantaggiando le specie native; le dune invase diventano inoltre inaccessibili agli uomini a causa dei miei rami spinosi. Riduco quindi la biodiversità ma a volte la mia presenza viene male interpretata: poiché sono molto bella, in alcuni Paesi vengo pubblicizzata come elemento di richiamo per i turisti!

Vengo comunemente utilizzata anche lungo le strade e nel verde urbano; per limitare ulteriori invasioni è però importante evitare di utilizzarmi allo stato libero, soprattutto in prossimità delle coste (la distanza di sicurezza è di almeno cinquanta chilometri).

L’estirpazione manuale di piccole popolazioni è abbastanza efficace; radici e rizomi vanno però rimossi il prima possibile per prevenire la ricolonizzazione.


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