Visitando la campagna inglese nella stagione della mia fioritura poche persone riescono a capire i danni che ho creato alla flora e alla fauna native perché sono bellissimo.

Sono stato introdotto volontariamente in Gran Bretagna da un vivaista e ampiamente utilizzato in parchi e giardini, e nelle riserve di caccia vittoriane per creare rifugi per le specie cacciabili. Per oltre un secolo sono rimasto confinato in questi ambienti artificiali: quando però la manutenzione del verde è divenuta carente ho iniziato la mia diffusione incontrollata.

Il mio areale di origine è doppio (ho due sottospecie): uno è nella parte meridionale di Spagna e Portogallo e l’altro in un’area compresa fra Turchia, Libano, Bulgaria e Caucaso.

Oggi sono invasivo nel Regno Unito e in Irlanda, sono naturalizzato in Belgio, Francia e Olanda e ho creato focolai localizzati in Austria, Norvegia, Polonia e Slovacchia.

Sono in grado di invadere nuove aree sia per via vegetativa che sessuata: nel primo caso emetto rami laterali che, toccando terra, producono radici; nel secondo caso ogni anno produco milioni di piccoli semi, che possono essere trasportati dal vento a notevoli distanze.

Quando mi insedio, elimino rapidamente la maggior parte delle piante native: la tossicità delle mie foglie mi difende dall’attacco degli animali e sopprime la rinnovazione delle altre specie vegetali; ciò mi consente di creare densi strati vegetali impenetrabili alla luce che riducono sia la diversità vegetale sia quella animale.

Invado soprattutto i boschi ma non rappresento una minaccia nei sistemi agricoli. 

Controllare la mia diffusione è difficile e costoso perché cresco rapidamente, produco moltissimi semi e posso ricrescere dai tronchi tagliati.

Molte mie varietà sono tuttora vendute in vaso e in seme.


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