Mi chiamo Reynoutria japonica (ma alcuni botanici mi chiamano Fallopia japonica) mentre il mio nome comune è poligono del Giappone.

Mi presento come pianta erbacea di grandi dimensioni con robusti e profondi rizomi sotterranei e fusti vigorosi, rossastri, simili a canne; ho numerosi piccoli fiori bianco-verdastri o rossastri, organizzati in infiorescenze a spiga. Sono una pianta dioica (i fiori maschili e quelli femminili sono su piante diverse) e in Europa sono presente solo con piante femminili: per questo motivo la mia propagazione avviene solo per moltiplicazione vegetativa.

Sono originaria dell’Asia Orientale (Cina, Giappone) e sono stata importata in Europa per la coltivazione a scopo ornamentale nel XIX secolo. Mi sono successivamente diffusa allo stato spontaneo diventando invasiva e ora mi trovo nella maggior parte dei Paesi europei; sono inoltre presente in Canada, USA, Australia e Nuova Zelanda.

Grazie alla mia fitta rete di rizomi (cioè di fusti sotterranei) posso formare dei popolamenti molto densi perché dai rizomi (che possono rimanere vitali fino a dieci anni) si formano nuovi fusti.

Mi insedio di preferenza presso i corsi d’acqua e mi diffondo rapidamente lungo gli argini; sono diffusa anche lungo i bordi di strade e ferrovie e negli incolti, e a volte invado gli ambienti naturali dove formo densi popolamenti che competono con la vegetazione autoctona. Determino quindi la banalizzazione della vegetazione dell’area colonizzata, con conseguente riduzione della biodiversità locale. La mia competitività è favorita anche dal fatto che secerno nel terreno sostanze che limitano la crescita di altre specie vegetali.

Favorisco inoltre l’erosione del suolo nel periodo invernale perché lascio il suolo nudo, comprometto la stabilità degli argini dei corsi d’acqua e negli spazi urbanizzati posso spaccare muri e pavimentazioni con i rizomi.

I lavori che movimentano la terra sono i miei principali alleati: la terra che contiene i miei frammenti (anche molto piccoli: 1 cm di lunghezza e 0,7 g di peso) viene scaricata altrove e lì inizio una nuova colonizzazione; nei corsi d’acqua la mia alleata è la corrente, che trasporta i miei frammenti a lunghe distanze.

La prevenzione nei miei confronti deve essere quindi diretta contro i miei rizomi e contro la dispersione dei frammenti: per questo motivo è indispensabile evitare di abbandonare sul terreno resti di pianta, evitare il compostaggio e distruggere i residui dello sfalcio, del taglio e dell’estirpazione.

È molto difficile eliminare una mia popolazione già insediata; le tecniche di lotta da adottare dipendono principalmente dall’obiettivo dell’intervento (eradicazione o contenimento).


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