Mi chiamo Eichhornia crassipes - ma per tutti sono il giacinto d’acqua - e sono una pianta acquatica galleggiante con fiori blu violacei molto appariscenti.

Sono originario del Bacino Amazzonico, dove rappresento una fonte alimentare per gli animali erbivori che vivono nei fiumi a scorrimento lento e nei laghi.

Sono stato portato in molti Paesi delle aree tropicali e temperate come pianta ornamentale per essere utilizzato in laghetti o stagni sia per la mia bellezza sia per il fatto che contrasto la formazione di alghe. In assenza dei miei consumatori naturali, e degli insetti parassiti che nei luoghi d’origine limitano la mia diffusione smisurata, ho colonizzato laghi e fiumi entrando in competizione con le altre piante acquatiche autoctone. Oggi sono presente in più di cinquanta Paesi dei cinque Continenti e sono considerato una delle 100 peggiori specie invasive a livello mondiale. Negli USA, ad esempio, sono stato introdotto come pianta ornamentale nel 1884 in occasione della Fiera Mondiale di New Orleans e ho raggiunto la Florida nel 1890 ove, nei successivi sessant’anni, ho ricoperto oltre 50.000 ha di ambienti acquatici.

La mia invasività è dovuta a numerosi motivi fra i quali, in primo luogo, la mia grande mobilità perché ho fusti galleggianti. Il secondo motivo è l’efficacia della mia riproduzione: produco frutti colmi di piccoli semi che germinano in acqua, ma sono anche in grado di moltiplicarmi partendo da un frammento del corpo. La velocità della mia riproduzione vegetativa è sbalorditiva: in alcuni contesti le mie popolazioni sono in grado di raddoppiarsi in appena 12 giorni. Da ultimo, non sono soggetto a malattie batteriche o fungine e questo aumenta la mia capacità di resistenza.
Se non controllato, arrivo a formare densi tappeti che ostacolano il passaggio della luce e riducono l’ossigeno disciolto in acqua con conseguenze gravi per l’equilibrio dell’ecosistema e per la biodiversità; determino inoltre pesanti limitazioni alla navigazione, alla pesca, alle attività ludiche, e riduco la funzionalità dei porti e delle centrali idroelettriche.

I metodi per controllare le mie invasioni sono di natura fisica, chimica e biologica ma nessuno è migliore dell’altro perché ognuno presenta vantaggi e svantaggi: il metodo da utilizzare dipende dall’entità dell’invasione e dalle condizioni locali.

A seguito di nuove ricerche, attualmente il metodo più efficace sembra essere quello biologico attuato attraverso un insetto altamente ospite-specifico.


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