Sono conosciuta come alga killer ma questo soprannome dovrebbe spettare solo al mio ceppo da acquario, geneticamente alterato: all’inizio degli anni ’80 dello scorso secolo il ceppo è sfuggito dall’Acquario di Monaco e ha iniziato a colonizzare il Mediterraneo ad una velocità impressionante; allora la questione fu sottovalutata perché non si pensava che un’alga verde marina originaria delle acque tropicali degli oceani Indiano, Pacifico e Atlantico sarebbe riuscita a superare le temperature invernali del Mediterraneo. Oggi il ceppo è invece diffuso in gran parte del Mediterraneo (la colonia più settentrionale è in Croazia) ma anche in California e nell’Australia meridionale. Ora sono considerata una delle 100 peggiori specie invasive a livello mondiale.

Mi moltiplico facilmente per via vegetativa, cioè attraverso frammenti vivi, e la mia diffusione mediata dalle correnti viene facilitata dalla dispersione attraverso le ancore dei natanti, le reti da pesca e l’acqua di zavorra.

Cresco rapidamente e soffoco le forme bentoniche delle zone costiere soprattutto se l’ambiente è già disturbato, ad esempio da scarichi di acque usate. I miei folti tappeti monospecifici scacciano le specie native (alghe autoctone, fauna microscopica e macrofauna) ed eliminano gli habitat per i pesci; produco una tossina repellente che mi rende sgradevole e mi difende da qualunque attacco.

Negli ecosistemi mediterranei competo con Posidonia oceanica e con Cymodocea nodosa (piante acquatiche, di cui la prima endemica del Mediterraneo).

La vendita per posta o via Internet – compresa quella del ceppo geneticamente alterato – è attiva e quindi potrò probabilmente colonizzare altri luoghi lontani.


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