Il mio nome è Carpobrotus edulis ma sono noto come fico degli Ottentotti per la forma del mio frutto, dal sapore acidulo.

Sono una pianta succulenta perenne con fusto strisciante erbaceo alto fino a 90 cm. I miei fiori sono grossi e vistosi, con corolle di colore rosso o giallo che con il tempo tendono al rosa. Sono originario della regione del Capo del Sudafrica; sono stato introdotto in Europa come pianta ornamentale intorno al 1680, continente ove oggi sono ampiamente diffuso lungo le coste meridionali e occidentali. Sono diffuso anche nelle zone costiere di altri Paesi come l’Africa settentrionale, l’Australia meridionale, la Nuova Zelanda e l’America Settentrionale e Meridionale.

Sono ben adattato al clima mediterraneo e resisto sia alla siccità che alla salinità; cresco sulle dune e nelle macchie costiere, ma anche sulle scogliere rocciose o lungo le strade e le ferrovie.

Posso riprodurmi sia per via vegetativa sia attraverso seme: uno solo dei miei frutti contiene fino a 1.000 semi fertili; i frutti vengono consumati dai mammiferi che disperdono con gli escrementi i semi, i quali restano vitali per almeno due anni. La moltiplicazione per via vegetativa si realizza quando piccoli pezzi del mio fusto vengono accidentalmente trasferiti (ad esempio dai macchinari usati per opere di costruzione) e radicano nel nuovo sito di destinazione.

Cresco molto velocemente formando ampi e densi tappeti, e soppianto le specie autoctone sottraendo loro acqua, nutrienti e spazio: riduco quindi la biodiversità locale.

Attualmente, oltre ad essere usato come pianta ornamentale nelle ricostruzioni paesaggistiche, vengo impiegato per controllare l’erosione delle dune sabbiose o degli argini.

Per contrastare la mia diffusione, la prima iniziativa dovrebbe essere quella di ostacolare le nuove piantumazioni.

Se insediato, posso essere controllato attraverso la rimozione meccanica delle parti aeree e di quelle sotterranee anche se il processo è laborioso e richiede la contestuale protezione dei luoghi.

A causa della mia grande capacità rigenerativa, è necessario che la rimozione sia veramente completa per evitare che le aree trattate vengano reinvase.


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