Mi chiamo Ambrosia artemisiifolia o ambrosia con foglie di artemisia. Sono una pianta erbacea nativa del Nord America (Canada e USA), alta da 20 a 90 cm, con fiori poco appariscenti, giallastri o verdognoli, presenti da fine luglio a fine settembre. Sono arrivata accidentalmente sia in Francia e Germania sia in alcune zone dell’America del Sud, Australia, Cina, Giappone e Taiwan insieme a sementi e mangimi. Sebbene il mio arrivo in Europa sia databile intorno alla metà del XIX secolo, ho iniziato l’invasione territoriale propriamente detta solamente da 20-25 anni; ad oggi sono presente in Croazia, Francia, Ungheria e Italia ma sono intenzionata ad espandermi verso Nord visto che il cambiamento climatico mi sta favorendo.

Per la mia diffusione mi avvantaggio del fatto di produrre fino a 3000 semi per pianta i quali, maturi, cadono al suolo dove si accumulano e possono germinare anche dopo 40 anni. I miei semi possono anche essere dispersi dagli uccelli e dai corsi d’acqua ma soprattutto dall’uomo in modo involontario (ad esempio tramite il trasporto di terra o con i macchinari agricoli ed edili). Sono una pianta pioniera e quindi colonizzo facilmente i terreni dove è stata rimossa la vegetazione e cresco ai bordi degli orti, nei giardini, nei cantieri edili, lungo i fossi, i cigli stradali, nelle zone fluviali. Cresco anche nei campi coltivati (soprattutto di mais, di girasole e di leguminose) ove consumo molta più acqua delle piante coltivate e rendo sgradito il raccolto destinato all’alimentazione degli animali.

Nella mia diffusione competo con la flora autoctona causando una diminuzione della biodiversità.

Il mio polline è un allergene molto potente e induce sia sintomi da inalazione (riniti, congiuntiviti, asma) sia manifestazioni da contatto (dermatiti). Ogni mia pianta può produrre fino a 1 miliardo di granuli pollinici, che nelle giornate secche e ventose possono essere trasportati per molti chilometri.

Sono talmente diffusa in Europa da non essere più eradicabile; per motivi sanitari, però, la lotta contro di me è obbligatoria in molti Paesi ed è finalizzata ad evitare che produca il polline. Procede quindi con più sfalci progressivi, rispetto ai quali occorre ricordare due semplici precauzioni: non compostare il materiale sfalciato e non spostare il suolo in cui sono depositati i miei semi.


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