Alcuni dei più gravi problemi ambientali e socio-economici determinati da neofite invasive sono stati causati da piante acquatiche sfuggite dagli stagni ornamentali o dagli acquari.

Due esempi noti sono quelli di Eichhornia crassipes e di Caulerpa taxifolia.

Perché è necessario essere molto attenti nel maneggiare le piante acquatiche?

Perché spesso le piante acquatiche si riproducono rapidamente per via vegetativa e colonizzano in poco tempo vaste aree, essendo trascinate dalla corrente: non solo sono una minaccia per le piante e gli animali nativi ma rappresentano anche una minaccia per gli usi della risorsa idrica.

Nel caso delle piante acquatiche - quindi - perfino un piccolo frammento può generare un problema enorme.

È perciò necessario porre grande attenzione a come si elimina l’acqua degli stagni e degli acquari: non si deve mai scaricare questa «acqua usata» nei torrenti, nei fiumi, in altri stagni, nei laghi, nel mare o nelle lagune.

Però questa acqua può essere usata per innaffiare le piante del giardino!

Le piante acquatiche estirpate, invece, possono essere eliminate correttamente sotterrandole oppure facendole seccare ed eliminandole poi con il materiale organico.