L’orticoltura ornamentale viene considerata la principale via di introduzione di specie alloctone,alcune delle quali si sono rivelate invasive.
Molte specie provenienti da altre parti del Mondo sono infatti bellissime e vengono coltivate come piante ornamentali,
soprattutto nei giardini privati.
Ognuno di noi è affascinato dalle novità, e anche nel caso delle piante esotiche contribuisce a creare un fiorente mercato.

Ma le specie invasive non si fanno fermare dalle recinzioni dei giardini e si inselvatichiscono facilmente!

Per contribuire alla tutela della biodiversità vegetale del nostro territorio:

Dobbiamo conoscere esattamente quello che intendiamo coltivare

Tutte le specie vegetali in vendita dovrebbero essere etichettate con esattezza e chiarezza, ed essere nominate sia con il nome scientifico che con il nome comune.
Prima dell’acquisto informiamoci circa l’origine della pianta e se essa è considerata invasiva in Italia o in Europa; le indicazioni sull’attitudine invasiva riguardano la velocità di crescita, le forme di riproduzione e gli habitat invasi.
Molte di queste informazioni si trovano in questa pagina.

Dobbiamo sostituire le neofite invasive con specie autoctone

Dobbiamo rimuovere le specie invasive dal nostro giardino. I vivaisti ci sapranno consigliare circa la specie non invasiva che può essere adatta per creare lo stesso quadro ornamentale, e noi dovremo privilegiare le specie autoctone.
Nella scelta delle specie non invasive è sconsigliato il «fai da te» in Internet perché le specie sostitutive raccomandate in un Paese potrebbero non essere adatte per un’altra regione.

Dobbiamo fare attenzione quando eliminiamo i resti delle invasive

Gli scarti delle piante invasive rappresentano una potente via di dispersione delle piante stesse: essi vanno quindi distrutti.
Dobbiamo considerare i resti delle invasive come rifiuti indifferenziati da avviare all’incenerimento.
Se il nostro giardino è abbellito da un’area umida con piante acquatiche, dobbiamo porre un’attenzione ancora maggiore.