A livello nazionale la salvaguardia, la manutenzione e la valorizzazione del patrimonio verde in ambito urbano sono materie di competenza del Comune.

I Comuni si dotano del “Regolamento del verde pubblico e privato” con cui riconoscono l’importanza della vegetazione come elemento del tessuto cittadino e attraverso cui dettano norme relative a numerosi aspetti gestionali quali scavi e movimenti terra in prossimità del verde pubblico, aree di accesso agli animali domestici, sponsorizzazioni e contributi volontari, difesa antiparassitaria.

Il Regolamento, in genere, tratta anche il tema del verde di nuovo impianto e può contenere anche l’elenco delle specie idonee per l’ambiente urbano piuttosto che l’elenco di alberi e arbusti vietati o sconsigliati.

Purtroppo, però, qualche volta gli uffici che si occupano del verde pubblico nei parchi, nei giardini e nei viali autorizzano o scelgono specie vegetali esotiche e le introducono nelle città in modo massivo; in rari casi suggeriscono come idonee addirittura specie aliene invasive.

Ciò sembra giustificato da fatto che alcune specie esotiche presentano alto valore ornamentale e altre elevata resistenza all’ambiente urbano.

Questa consuetudine non contribuisce a tutelare la biodiversità locale.

Anche in ambito cittadino dovrebbero essere adottate strategie che consentano di dar spazio alle specie autoctone e gli uffici che si occupano del verde pubblico dovrebbero avvalersi della collaborazione degli esperti in conservazione della natura.

In termini più generali, gli organi di governo locale dovrebbero redigere la lista delle specie aliene invasive per il proprio territorio e attivare i meccanismi economici e tecnici sia per impedire che tali specie vengano utilizzate in opere pubbliche sia per contenerne la diffusione.

Conosci il “Regolamento del verde” del tuo Comune?